I’ll remain


Da troppi giorni ormai pioggia mista a neve rendeva i paesaggio a tratti allegro, a tratti triste
Gli inverni a Lake Dunmore non sono mai semplici. E nemmeno facili.
La fortuna di poter vedere un lago che si allunga sotto le montagne rende meno pesanti le brevi giornate di luce
Quell’inverno il sole aveva messo fuori la testa davvero poche volte vinto dal grigiore denso e greve delle nuvole.
Questo non era uno di quei giorni luminosi
Sophie è in casa. Anche lei da troppi giorni ormai. Di uscire non ne ha l’intenzione.
Seduta sul davanzale in legno bianco della finestra vittoriana guarda il Lake Dunmore.
Uno sguardo distante, lungo. Chiamarlo sguardo e solo per rispetto agli occhi che restano aperti, immobili.
Seduta sul davanzale, le ginocchia raggomitolate e tenute dalle braccia intrecciate strette attorno ad esse come per farsi piccola per non esser notata dal destino, come per farsi scaldare da quelle coccole che le mancano tanto.
Il maglione di cachemire grigio chiaro l’avvolge morbido e aderente. Forse l’unica cosa morbida che riesce a sentire. I piedi scalzi non sentono il freddo della finestra.
Sophie è come catatonica.
Passa dalla finestra alla cucina al camino, fonte di calore e unico rumore della casa. Il crepitio atonico secco e irregolare della fiamma ogni tanto la distrae. Pensieri di sconfitte prendono il sopravvento su di lei.
Nemmeno il suo violoncello la riesce a rincuorare.
Tutto è successo all’ultimo concerto. Il Concerto
Una della serate che lei e Troy aspettavano e sognavano da così tanto tempo.
Ce l’avevano fatta. Suonare alla Carnagie Hall a Ney yYork.
Sophie e Troy si sono conosciuti alla Pennsylvania Academy of Music di Lancaster da giovanissimi. Buoni amici per molto tempo, ognuno con la propria vita, le proprie storie.
E’ stato il raduno degli ex-allievi del 2006 che li aveva fatti incontrare di nuovo.
Lui pianista mozartiano. Lei una delle poche violoncelliste jazz che spaziavano dalle origini all’avanguardia. Ognuno con storie di successo e di eccellenza.
Al momento non si erano nemmeno riconosciuti. Erano passati parecchi anni dal diploma.
E come un diapason avevano cominciato a vibrare insieme.
Troy veniva da una storia lunga e amara su cui aveva investito molto e Sophie gli sembrava un segno sulla strada.
Da allora erano andati a vivere a Dunmore Lake a casa di Sophie.
E avevano cominciato a suonare insieme fino ad arrivare, con Angela, l’inseparabile amica che li aveva fatti riconoscere alla festa, alla Carnagie hall, il punto d’arrivo di tutti gli artisti.
Suonavano davvero insieme bene Troy e Sohie. Si chiamavano e si riprendevano con una facilità impressionante, veloci, delicati, forti, così precisi. E Angela, una voce asciutta, roca, quasi sabbiosa. Come un gesso che piatto viene passato sulla carta vetrata sottile.
Jazz Triple. Nomen Omen.
Migliaia di persone ad applaudirli, a gioire portandoli in alto.
E tra il pubblico Sonja, l’ex moglie di Troy
La fine del concerto poteva essere il giorno più bello della loro vita. Ma Sonja era l’angelo nero, quella sera. Era venuta a portarsi via quello che le spettava. Troy era il suo credito.
Da due settimane Sophie è così.
Dei lunghi capelli neri e setosi c’è un solo ricordo sotto quel berretto nero di maglia che si ostina a portare.
E’ quella voglia di scomparire, quel freddo interiore che le lacrime aiutano a diventare ancora più freddo che la lascia così. Essere insignificante, poco gradito al mondo.
E’ retorica dire che Sophie non aveva mai amato nessuno in quel modo. Ma è così. Da quando si erano visti alla festa è stato un sordo martello dentro testa, cuore, pancia.
Così totale, avvolgente, caldo. Un maglione di cachemire, come quello che indossa da due settimane. Feticcio di carezze.
Guardare fuori non serve a niente. Fissare il lago e la strada che lo costeggia è solo una maniglia a cui aggrapparsi nella speranza di vedere la vecchia Volvo familiare rossa di Troy percorrere gli ultimi 100 metri prima del cancello.
E’ buio ormai.
Continua a piovere tanto. Sembrano tutte le lacrime che ha pianto.
Il fuoco l’unica luce della stanza. L’unico rumore. L’unico calore.
Restare alla finestra non serve a niente. I piedi hanno i geloni ormai.
Sophie slega piano le ginocchia e posa i piedi sulle tavole ruvide del pavimento. E’ difficile muoversi dopo ore passate in quella posizione. Non sa più cosa pensare.
Si avvia verso il bagno. Sì, un bagno caldo l’aiuterà un po’. Ma il freddo che di porta dentro non si manda via con cento litri di acqua calda.
Attraversa il salotto foderato di libri passando in fianco al piano Stainway & Sons a mezzacoda nero, lucido e lo accarezza cercando di cogliere ancora una vibrazione.
I tappeti rendono meno freddo il tavolato grezzo sotto i piedi mentre cammina fino al bagno. La casa è in penombra, come i suoi pensieri. Solo piccole luci soffuse agli angoli rendono meno spettrale il suo cammino.
Il bagno è caldo, accogliente. Pieno di candele che Sophie ama accendere prima del bagno. Che Troy ama dividere con lei.
L’acqua calda scorre veloce e comincia ad annebbiare la stanza.
Sophie apre l’armadietto a specchio sopra il lavandino per prendere i Sali. Ma un tubetto di benzodiazepine comincia a sorriderle.
Sarebbe così facile, addormentata nella vasca per sempre. Niente più freddo, niente più pioggia…
Un pensiero di lucida follia, un momento di sconforto che niente sembra poter consolare.
Lo prende in mano, lo accarezza. Ha un fascino indescrivibile, paura, fiducia. Pace, anche eterna a questo punto.
Lo tiene stretto, quel tubo di plastica rossa e trasparente.
Chiude lo specchio.
Troy dietro di lei.
– Ho chiarito una volta per tutte. Sono tornato, se mi vuoi. Per sempre.

 
icon for podpress  Standard Podcast: Play Now | Play in Popup | Download
Sphere: Related Content

31 January 2008 | Blogroll, racconti | Comments

One Response to “I’ll remain”

  1. 1 lecter 31 January 2008 @ 12:45 pm

    Hush now
    Don’t explain
    Just say you’ll remain
    I’m glad your’e back
    Don’t explain

    Quiet
    Don’t explain
    What is there to gain
    Skip that lipstick
    Don’t explain

    You know that I love you
    And what love endures
    All my thoughts are over you
    For I’m so completely yours

    Cry to hear folks chatter
    And I know you cheat
    Right or wrong, don’t matter
    When I’m with you sweet

    Hush now
    Don’t explain
    My life’s yours love
    Don’t explain
    You know that I love you
    And what love endures
    All my thoughts are of you
    For I’m so completely yours
    Cry to hear folks chatter
    And I know you cheat
    Right or wrong, don’t matter
    When I’m with you sweet
    Hush now
    Don’t explain
    You’re my joy and pain
    My life’s yours love
    Don’t explain
    Don’t explain

Comments:

  1.  
  2.  
  3.