Pensieri su Sarah

Ogni tanto sale dal profondo delle mie connessione neuronali qualche episodio di Sarah che mi ha fortemente aiutato a comprendere che ormai fossimo alla conta dei punti di briscola.

Ricordi che mi intristiscono perché vedo che tutto è caduto come se davvero la casa fosse stata costruita non dico sulla sabbia ma quantomeno su una terra piuttosto morbida.

Uno dei ricordi più forti è di quando abbiamo fatto una passeggiata insieme per Providence lo scorso febbraio.

Una giornata fredda, umida, grigia e passeggiavamo forse uno affianco dell’altro, in un pomeriggio di domenica, parlando poco. E mi sentivo che in quel momento avevo perso tutto.
Tutto l’amore, la stima, la voglia di vivere e ridere con lei, di fare progetti.
Tutto, avevo perso tutto e passeggiavo con un’estranea, una persona che sarebbe potuta essere chiunque a cui non sapevo come rivolgermi, come se parlasse una lingua diversa, aliena e cercavo di fare finta che tutto andasse bene per non farle pesare questa cosa che forse ormai era così da un sacco di tempo, ma solo in quel momento l’ho vista chiara e nitida come fosse scritta su di un libro gigantesco messo davanti a tutta la mia persona.
Un senso di fuoco pesante sulla bocca dello stomaco, come angoscia, paura, freddo intimo, solitudine, rancore, anche.
In marzo sono andato via di casa ma questa scena mi si ripresenta adesso con gli odori dell’inverno e della nebbia.
Voglio andare a Providence nuovamente per sconfiggere questo demone.
Mi sudano gli occhi ogni volta che ci penso, nel vederela davanti a me. Una figura alta, magra, bella ma che non mi dice più niente e che mi immalinconisce in un modo mai provato prima.
Questa foto l’ho fatta in montagna molto anni fa a Sarah.

E’ come la vedo. Se ne va in un nebbia di oblio e tristezza.

Mi ferisce sempre questo ricordo. L’ho davvero amata tanto.

18 January 2008 | Blogroll, ricordi, riflessioni | Comments

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