Silenzio

Silenzio.

E’ la cosa peggiore. Non poter interagire se non con i propri pensieri. Ruminamenti mentali che altro non lasciano che amaro e bile. Incertezze.

Clarice non si fa più sentire dall’ultima telefonata. Almeno, per quanto triste e assurda, quella telefonata, era un modo per capire qualcosa dell’altro. Ma il silenzio non ti lascia possibilità di comprendere. Forse intuisci, forse affini l’udito. Ma non saprai mai cosa pensa l’altro. Illazioni, proiezioni delle tue paure e frustrazioni.

Ma non la realtà.

Ho voglia di urlare. Ma lo farò in silenzio.

 
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9 December 2007 | Blogroll, pensieri | Comments

7 Responses to “Silenzio”

  1. 1 jane 7 January 2008 @ 11:09 am

    Qualcuno mi disse..”bisogna che piova per vedere se il tetto è buono”.. Hannibal..ti auguro un 2008 di sole..o con un tetto resistente.

  2. 2 Hannibal 7 January 2008 @ 1:07 pm

    Sì Jane, sono d’accordo con te… se solo Clarice avesse preso in considerazione questa possibilità…
    Ora, a forza di pensare in slenzio mi sono fatto un’idea di quello che può averla spinta a comportarsi così. E non mi piace. Non mi piace pensare che avrei potuto vivere con una persona che di punto in bianco prende il suo fagotto ed esce dalla tua vita senza dirti qualcosa, lasciandoti ebete in balia delle tue paure. S’, perchè quando non sai cosa abbia scatenato un fatto, che potrebbe pure essere una reazione, sono le paure che si impossessano dei tuoi pensieri, per quanto tu possa essere certo di essere stato nel giusto.
    Grazie per aver scritto, Jane.
    Spero nel sole…

  3. 3 Anonymous 12 January 2008 @ 10:15 pm

    il sole è vicino a te, devi solo toglierti gli occhiali scuri. veneta doc.

  4. 4 Hannibal 14 January 2008 @ 1:34 pm

    Cara amica venetadoc grazie per aver lasciato una tua frase.
    Il punto è che sole o non sole adesso sono esausto di sentimenti. Prima la storia con Sarah, mia moglie. La cosa si sta protraendo ancora e mi leva energie giorno dopo giorno. Poi Clarice, su cui avevo investito risorse cognitive, affettive, intellettuali, aspettative in un modo che non mi è abituale. E in modo quasi ostinato e involontario continuo a sentire dolore ogni volta che la immagino o che i miei pensieri si annidano in ricordi.
    Si, vicino a me c’è un sole non veneto che splende e rifulge di luce caldissima. A volte scalda, a volte scotta in modo ingenuo. Ma io non ho nessuna voglia di scottarmi nuovamente. Ho ancora una bruciatura che sta guarendo e ora non posso, non voglio espormi. Al limite posso farmi una lampada…
    Il tempo è galantuomo.
    Ma mi crescerà una pelle più spessa, è inevitabile.
    Hannibal

  5. 5 Anonymous 17 January 2008 @ 6:00 pm

    il tempo certo aiuta…solo se si è disposti a farsi aiutare dal tempo. E’ brutto dire “sono esausto di sentimenti”. così si muore. I sentimenti, belli o brutti che siano, devono esserci comunque. Il sole anche se brucia non rovina la pelle come le lampade…e dà calore vero. L’importante è mettersi la crema e pensarci bene prima di esporsi. venetadoc

  6. 6 am I? 17 January 2008 @ 6:50 pm

    “the flow below…”…(sempre vargo!) non riesco proprio a fare il “passo da gigante” per tornare alla giusta onorabilità…troppe note devono ancora essere toccate per liberarsi nell’aria, l’armonia cerca la melodia e senza accordi….non c’è musica!

  7. 7 Hannibal 17 January 2008 @ 7:48 pm

    Amica Venetadoc dopo una corsa sfiancante te le sentiresti di farne una altrettanto forte? Dopo un breve riposo sì, presumo. La metafora della lampada era solo un modo scherzoso per terminare il commento in modo melodrammatico. A cosa la hai associata, semmai l’hai associata a qualcosa?
    Io sono disposto a rimettere in gioco i sentimenti, certo. Tutta la mia storia avrebbe dovuto farti capire che non sono arido nonostante le delusioni. Tutt’altro! Ma per rifarsi alla metafora del sole ho solo la necessità che la pelle ritrovi la sua freschezza.
    Fossi una mia amica chioserei il commento con una poesia virgolettandola, ma non ne conosco molte per cui ti auguro solamente una buona serata.
    Hannibal

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