10 giorni dopo…

…sempre alla solita ora. Sono le dodici di una giornata paurosa.

Sono i primi di ottobre e nonostante il calendario della Deere faccia vedere fotografie di fattori che su loro luccicante trattore verde arano i campi per prepararli all’invero fuori ci sono ancora 28 gradi. L’ufficio è ancora caldo da morire e seduto sulla mia sedia con movimento syncro noto la camicia più scura sulle pieghe della pancia. Il mio ufifcio poi è caldissimo. Ho 3 computer che mi restituiscono i valori di borsa in tempo reale. Oggi sono incazzato da morire perchè uno dei nostri clienti più vecchi ci ha lasciato per un dumper maledetto che sembra fargli condizioni migliori. Ingrato… E il servizio che gli reso in questi anni… era un morto di fame. Ora non più tranne che nell’animo.
Il telefono squilla per la settantesima volta. E’ sempre miss June, la mia segretaria. Ormai mi conosce bene. Ssa che questamattina sono un bucefalo e con un filo di voce mi accarezza l’orescchio “Dr Lecter c’è in linea la dottoressa Labrea/Labreta/Labreva.. non ho capito.. deve essere quella dell’altra volta…”
Oddioooooo… adesso mi attacca unaltro bottone col fil di ferro. Vabbè, è quasi mezzogiorno e per l’una devo uscire per andare in palestra.. ce la faccio.
“Buongiorno dottor Lecter sono la dottoressa Labrena dello stodio Fitch&Fitch di Burlingame, California. Si ricorda?” Eccomepotreinonricordarmidimissugoladoro “Volevo dirle che da domani non lavorerò più per lo studio e quindi volevo dirle che il cliente è stato riassegnato alla mia titolare, persona carinissima e molto competente. Sicuramente si farà risentire a breve perchè il cliente è veramente interessato al vostro modello, una cosa che da molte parti viene ritenuto come il masperpiece nel settore sebbene non molti lo abbiano ancora compreso…” Ossignur.. ricomincia. Questa volta però il tono è un po’ diverso, non so, lo sento un po’ come fosse più musicale, meno legato alla figura e al ruolo che deve o vuole ricoprire. E’ incredibile, riesce a tenermi l’orecchio sulla cornetta anche se ho avuto una mattinata da ululato. Nnon so… c’è qualcosa che mi sfugge.
“Scusi, Llabrena, posso essere indiscrto? Come mai ha preso questa decisione? Mi sembrava molto coinvolta in questo progetto”
“Si vede dottor Lecter è che abbiamo avuto una, diciamo, discussione con i titolare su dei punti di vista e purtroppo non mi è restata via d’uscita se non quella di rendere le armi e andare. Sa quando penso che una cosa non sia in linea con il mio modo di vedere, se devo scegliere in questi casi.. preferisco andare” Mhhh interessante soggettino…
Guardo l’orologio e mi schianto sullo cshienale molleggiato: le 13.20. Non ci credo mi ha inchiodato per un’ora e mezza. Adesso però taglio e le dico la verità… do ut des… lei mi ha raccontato della sua giornata, io della mia.
“Labrena, posso chiamarla così vero? Ora mi spiace ma vorrei andare in palsetra. Le domando una cosa però: mi faccia avere il suo curriculm per email: lecter@fattore-x.com. Se potrò darle una mano lo farò volentieri. A presto allora” Occavolo Annibal, cavolo fai… pure l’outplacer ti sei messo a fare.

Esco e ripenso alla telefonata. E’ la seconda volta che mi frega con sta storia. Comincio a seccarmi un po’. Per fortuna non lavora più per lo studio e quindi mi sa che non la sentirò un’altra volta. L’email.. vabbè.. chissefrega… un modo per tagliare corto e darle l’idea di essere carino… o no?
Apro la porta della Olds nera e si siedo facendola molleggiare un po’… mi sa che devo mettermi a dieta.
Accendo la caffettiera e parto, pensando che forse non la sentirò più, la dottoressa Labrena.

3 October 2006 | Blogroll, racconti | Comments

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