Razionalizzazione di uno stato d’animo
Tears are still rolling down my face.
Non sto bene. Davvero.
Ed anche questa è una dimensione nuova, perchè non è mia abitudine condividere il dolore con nessuno, semplicemente perchè ritengo che le sensazioni negative si trasmettano, come malattie infettive, e io non voglio che questo accada, tantomeno con te.
Niente di quanto è successo è colpa tua: ma io so, lo vedo con una chiarezza che mi devasta il cuore, che questo non è il momento giusto per noi. Nei giorni in cui sono stata zitta in realtà non volevo ammetterlo e ho rimandato, distraendomi con ogni genere di ricordo, in un modo infantile che mi perdono solo perchè è durato poco, poco per me in realtà, perchè, come mi hai detto dopo, per te il tempo si è dilatato, dolorosamente.
Io oggi potrei indossare di nuovo i panni della persona razionale, sedermi a un tavolo e analizzare l’argomento con te, ma non ce la faccio ancora. Non ce la faccio proprio.
Quanto mi hai detto nel corso dell’ultima telefonata è molto vicino a quello che ho considerato anch’io, cioè che possiamo incontrarci nell’iperuranio della “dimensione alta” e che invece andiamo incontro al disastro sul quotidiano. Credo che sia vero. Credo che siano vere anche altre cose che sicuramente giocano a nostro sfavore e che ci hanno imposto una decisione che è stata praticamente simultanea, indipendentemente dalla dinamica telefonica a cui siamo costretti dalla distanza.
Ora non voglio abbandonarmi alla verbosità, incastrando maldestramente il cuore in griglie di segni inutili.
Volevo solo risponderti e assicurarmi di vederti sorridere.
Anche se oggi tutto sembra triste, io so – e devi fidarti di me su questo – che una decisione, nel momento in cui appare necessaria, è, solo per questo, giusta. Non c’è mai disarmonia in un atto necessario; può esserci dolore, lo so – lo sento e sento con chiarezza stridente l’eco del tuo – ma è un passo verso la direzione giusta.
Come ti ho già scritto avremo modo di parlarne.
Per quanto riguarda me, voglio spiegarti meglio come sto ora: sono serena se non ci penso e ovviamente cerco di non pensarci perchè dobbiamo comunque andare avanti, lavorare etc senza che nulla traspaia; poi però, se leggo il tuo sms dell’altra notte o se penso ad altre cose belle, precipito, piango subito. Non va bene. Soffro ancora troppo. Ecco. Volevo dirtelo perchè tu capissi che in questo momento devo avere un pò di riguardo per me, altrimenti colo a picco, consapevole di essermi affondata da sola.
Ora mi immagino un tuo sorriso.
Buonanotte

2 Responses to “Razionalizzazione di uno stato d’animo”
1 Hannibal 7 January 2008 @ 5:49 pm
Come fai Clarice a pensare che possa sorridere, come?!
rileggo le tue vecchie lettere e ti ritrovo. Decisione unilaterale, improvvisa, mancanza di discussione. Forse perchè sai che potrest iconvincerti del contrario, solo per amore della tua linearità intellettuale, di una sorta di rigidità di pensiero che non ti fa ammettere repliche.
Come fai a pensare che possa sorridere?
2 lecter 18 January 2008 @ 1:37 am
Rileggo in modo maggiormente analitico.
Una decisione quando viene presa è una decisione innanzitutto. Giudicarla giusta o meno è complesso e dipende dai punti di vista, molte volte. Né giusta né sbagliata. Questo non sempre lo si può determinare con chiarezza aprioristicamente.
E’ un errore di valutazione decisamente da sofista presuntuoso ritenere che sia giusta per definizione.
E’ una decisione di cui di accettano le conseguenze, casomai, ma non è garantito che sia giusta.
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