Lentamente muore
Non so come scriverlo.
E’una cosa che non avrei mai pensato di dover fare. Scrivere un epilogo. L’epilogo.
Scriverò sull’argomento in un prossimo futuro, molto prossimo. Per ora posso solo riportare una poesia di Neruda che in qualche modo, assieme all’ “Elogio alla Follia” di Erasmo da Rotterdam meglio rappresenta ciò che non ho il coraggio di scrivere.
Il dolore che mi scuota le ossa non mi consente la lucidità per scrivere in modo accettabile nemmeno due righe.
Una sola cosa mi viene da dire: ti amo Clarice. Ti amo come non ho mai amato nessuno in tutta la mia vita.
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(P. Neruda)

6 Responses to “Lentamente muore”
1 lecter 18 November 2007 @ 11:59 am
Ti amo Clarice.
E ogni volta che rileggo questi versi non posso fare a meno di pensare alla felicità che avremmo potuto vivere insieme. E ogni volta mi dilanio, mi sfinisco piangendo la nostra fine.
Ti amo Clarice.
2 lecter 19 November 2007 @ 8:44 am
(Placido Domingo)
Perhaps love is like a resting place
A shelter from the storm
It exists to give you comfort
It is there to keep you warm
And in those times of trouble
When you are most alone
The memory of love will bring you home
(John Denver)
Perhaps love is like a window
Perhaps an open door
It invites you to come closer
It wants to show you more
And even if you lose yourself
And don’t know what to do
The memory of love will see you through
(Placido Domingo)
Oh, Love to some is like a cloud
To some as strong as steel
(John Denver)
For some a way of living
For some a way to feel
(Placido Domingo)
And some say love is holding on
And some say letting go
And some say love is everything
And some say they don’t know
(John starts joined by Placido)
Perhaps love is like the ocean
Full of conflict, full of pain
Like a fire when it’s cold outside
Thunder when it rains
If I should live forever
And all my dreams come true
My memories of love will be of you
(Placido Domingo)
And some say love is holding on
And some say letting go
(John Denver)
And some say love is everything
Some say they don’t know
(John starts joined by Placido)
Perhaps love is like the ocean
Full of conflict, full of pain
Like a fire when it’s cold outside
Or thunder when it rains
If I should live forever
And all my dreams come true
My memories of love will be of you
3 Anonymous 19 November 2007 @ 10:46 am
“Some people come into our lives and quickly go.
Some moves our souls to dance.
They awaken us to new understanding
with the passing whisper of their wisdom.
Some people make the sky more beautiful to gaze upon.
They stay in our lives for awhile,
leave footprints on our hearts
and we are never, ever the same.”
-Anonymous
4 partenofriend 29 November 2007 @ 8:24 pm
non ho parole!sento scorrere addosso le tue lacrime ma non mi fermerò…il dolore va vissuto fino in fondo…il dolore tuo può rinnovare il mio…questa volta non riuscirò a vederti…
5 Hannibal 30 November 2007 @ 12:34 pm
Sì, Partenofriend, il dolore va vissuto fino in fondo. Da soli. Coinvolgere altre persone nel tuo percorso come traghettatori di emozioni non è né giusto né utile.
Come dice Clarice a volte il dolore è come contagioso, per cui il mood va vissuto interiormente, lasciando le altre anime al di fuori della tua camera sterile. Gli amici possono darti una mano per comprendere le cose, per vederle da una prospettiva differente. Ma l’elaborazione avviene nel tuo intimo. E non puoi, non sai dare finchè non ti sei completamente ripreso, altro che chiodo scaccia chiodo!
E una storia come quella mia e di Clarice ha piantato radici davvero profonde in un terreno che non aspettava altro che quel germoglio.
Grazie per aver letto la nostra storia fino in fondo…
Hannibal
6 Gemma 21 May 2008 @ 8:26 am
Io, invece, nn so come dire al mio amore che … deve finire! perchè è meglio che finisca qua prima che finisca davvero TUTTO
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