Aleppo, Siria

hammam aleppo

Sono le prime ore di un pomeriggio caldo e soffocante. Abbiamo passato la mattina a scaricare i bagagli dalla jeep e a ricomporli nella stanza del piccolo albergo che la guida riporta come vero pezzo di storia siriana.
Il sole è caldo e accecante nonostante siano le 4 del pomeriggio. Fa strano vedere in una città così grande tutte le strade ancora in terra battuta, polverose, bianche e sconnesse.
Quattro passi per sgranchirci le gambe e la schiena. Dopo 8 ore passate a navigare con una jeep di 40 anni nel mare del desertoè da pazzi non muoversi un po’.
E’ un tour intrigante il nostro. Da Petra ad Aleppo lungo la via dell’incenso. Strade percorse prima di noi da Fenici, Omayyadi, Romani, Bizantini, Crociati, Nabatei. Domani andremo a visitare il monastero di san Simeone ma fino a domani ci prenderemo un po’ di relax.
Camminiamo fianco a fianco, parlando di cosa faremo domani. Progetti. Idee. Parliamo sempre di domani, di fra due mesi, dell’anno prossimo. E’ straordinario poter pensare ai progetti di una vita, di come questa potrà evolvere. Pensare che la vivi insieme, giorno per giorno, consapevole che il giorno successivo sarà più interessante ancora. Che ti regalerà intensità emozionale, restituendo invece di togliere. Freschezza nell’anima.
Camminiamo in mezzo alla polvere bianca e sottilissima della strada, costeggiando case bianche. Il sole che si riflette in tutto questo biancore ci forza nel socchiudere gli occhi quasi in un ghigno sardonico.
Un paio di domande al negozio di ceramiche. L’inglese è un po’ stentato, arrotondato dal’inflessione araba e il sorriso a 8 denti ci rallegra. Ancora un po’. Siamo nella direzione giusta.
Le 5. Il muezzin canta la sua preghiera da un minareto lontano. E’ un canto struggente, incomprensibile, ma senti la forza della fede in quello che dice. Ti stringe come l’abbraccio lontano di un amante perduto.
Siamo arrivati. Nonostante gli abiti e i boot chiari siamo bianchi per la polvere che ci ricopre e penetra ovunque come cipria. Sei buffa con i capelli che escono dal cappello ampio tutti bianchi.
Entriamo.
E’ tutto buio. Un odore dolce e pungente di incensi e olii profumati ci accoglie già dalla soglia. E’ il benvenuto dell’Hammam di Aleppo, il più antico bagno turco del mondo. La guida dice che qui il viaggiatore trova ristoro e conforto dai lunghi tragitti desertici. E qui eravamo diretti.
Adesso l’accesso alle donne è permesso e anche il trattamento può essere svolto a coppie. Così non perdiamo neanche un attimo. Dopo tutti questi anni abbiamo trovato quello che cercavamo davvero. E non vogliamo perdere nemmeno un minuto.
All’inizio tutto è molto veloce. Ci spogliamo, ci viene dato un asciugamano candido e ruvido per coprirci. Una doccia, calda ci pulisce dal peso del viaggio. Una doccia fredda ci riporta ad un senso del reale che ci indica il prossimo passaggio.
Siamo soli. E’ strano perché normalmente è un posto affollato, ma siamo fortunati. Oggi è tutto per noi.
Il calidarium ci aspetta. Splendide maioliche decorate in blu e giallo ricoprono le pareti alte e maestose. La luce è centellinata da poche torce alle pareti, che restituiscono ombre arancioni lungo il pavimento.
E’ caldo, umido. È una temperatura che non penseresti di poter sopportare a lungo. Ma la tradizione eterna di Aleppo sa che è la temperatura giusta per il nostro corpo.
Forte odore di olio di mirra ci porta verso pensieri leggeri, impalpabili. Ci scopriamo coperti di una patina lucida solo dopo pochi minuti. La luce tremula fa brillare piccole gocce sul tuo corpo e ti rendono quasi irreale, lucente, radiosa. Ci sediamo su comode panche in legno. Hanno visto migliaia di persone prima di noi, altre ne vedranno. Sono comode e ti vieni a sedere vicino a me. Accavalli le gambe ancora coperte dal telo bianco sopra le mie e mi passi un braccio dietro al collo. Lo sento caldo, umido, deciso, come volesse tenermi vicino a te per sempre. Dal tuo viso è scomparsa l’espressione di sfida che hai sempre, quella che pensi indispensabile per tenere in soggezione la gente. E mi baci, prima che possa domandarti qualsiasi cosa. Un bacio forte, deciso, che ha il sapore del sale del tuo corpo, della mirra che ti ricopre. Mi piace. Ne voglio sempre di più. E tu mi accontenti. Fino in fondo.

3 February 2007 | Blogroll, pensieri, racconti | Comments

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