Mi stanno fregando

Resto incantato come se avesi visto il fantasma di Canterville quando apro la sua ultima email. Diosanto. Sono sensazioni che non avevo previsto quando ho cominciato questo gioco. Sì, per chè questo all’inizio lo consideravo un gioco. Un bel gioco di dialettica, di scambi verbali, scritti concisi tra pesone di intelligenza superiore e sensibilità affini. Trovo in Clarcie molto più di una semplice amica di penna. Sai, quelle cose che fai quando sei bimbo. Ti insegnano a scrivere a persone che non conosci per veder come te la cavi nel familiarizzare. Ricordo che andava forte in classe mia alle scuole primarie, alla Carnagie First School. Avevo cominciato a scrivere con un ragazzino mio coetaneo, Andrew, di Sidney. Il padre, un emigrato croato, si guadagnava da vivere in un allevamento di coccodrilli. Era un ex militare delle milizie personali di Tito, fuggito con tutta la famiglia poco prima dell’annunciata morte del dittatore. Ogni tanto, mi raccontava, per vedere coeme se la cavava con l’orientamento lo portava nell’Outback e lo lasciava delle ore solo con una borraccia di acqua. Poveraccio… poi non lo ho più sentito. Spero che il padre si sia ricordato di andarselo a prendere. Riprendo le parole di Clarice più e più volte. Mi trasemttono un senso di vita, di energia, di entusiasmo per tutto quello che fa. Potei sentire il suo profumo, il respiro e il ritmo con cui pronuncia quelle parole. E mi coinvolge totalmente. Mi rende partecipe del suo entusiasmo. Sento che il suo stato di energia si propaga verso di me nonostante la distanza e il mezzo sterile con cui comunichiamo. Seee.. mezzo sterile.. sta diventando qualcosa che nemmeno io, tecnocrate impenitente, ero riuscito a immaginare. Stanno diventando mezzi sempre più caldi, dotati di una capasità di trasmissione di sentimenti davvero impensabili. E’ una dimensione di estasi dei sensi, per quanto difficile possa sembrare. “Sono innamorata di te. tantissimo.” Quasi il martello di Thor che mi si schiantasse sul cervello. Cerco di riprendere il controllo delle emozioni. Qui, seduto sulla sulla sedia, alla scrivania, con la mia fedele Tolomeo che illumina con una luce rosata il gigantesco monitor LCD e la tastiera wireless nera. Vorrei pestare sui tasti una risposta, qualcosa che potesse avere un senso, che potesse esprimere la quantità di emozioni e turbamenti che mi si sono risvegliati. Già… risvegliati. Da quanto tempo sto aspettando emozioni così. Sento che qualcosa sta cambiando nella mia vita. Ho sfidato il piccolo messaggero alato a una tenzone… mi sa che mi sta fregando.

24 October 2006 | Blogroll, pensieri | Comments

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