Sensazioni uditive

Buongiorno Clarice.

Ecco, questa mattina ho avuto una fulminazione uditiva. Cioè, non è che mi sia andata a fuoco un’orecchia.
Io sono molto sensoriale nelle mie cose. Amo sentire , annusare, toccare.. meno gustare e vedere, magari…
Ma olfatto e udito sono la parte più istintiva e primordiale del mio carattere.
Tutto ciò per introdurti l’argomento.
Dicevo della fulminazione. Stamattina ho visualizzato l’ambiente (purtroppo virtuale) in cui noi parliamo di solito. Cerco di rendertelo con le parole. Una sola raccomandazione. Ascolta il file (che ho messo in fondo alla pagina)
Chicago.


Fuori fa un freddo incredibile, neve ovunque, il vento gelido delle rocky mountains sferza le nostre facce gelate.
E’ sera, dopocena. Scendiamo dalla vecchia Oldsmobile nera che sa di fumo (chissà come mai nonostante nessuno di noi fumi). Le porte pesanti si chiudono con un sinistro clangore. Fatichiamo a muoverci perchè una viscida lastra di ghiaccio ci rende le cose complicate.
L’insegna al neon di “Tom’s wine and bar” si accende a tratti, come fosse lei stessa intirizzita dal gelo. Ma si riaccende, beffandosi del vento che la vorrebbe spegnere.
Due gradini di legno scivolosi. per fortuna hanno messo della ghiaia per evitare il peggio. Apro la porta e faccio strada.
Una folata di calore di gente ci investe immediatamente e le guance cominciano a riprendere colore.
E’ un ambiente vecchio, il Tom’s, fatto di legno. E’ uno dei locali più vecchi di Chicago, nella periferia, dove una volta c’erano solo immigrati italiani.
La luce è bassa, i soffitti di travi proiettano ombre tremolanti. Tavolini con delle candele in vecchie lampade ad olio, come quelle dei minatori. E la luce fioca e gialla taglia il fumo che riempie il bar.
I passi si sentono sul tavolato, cupi ma rassicuranti. Susan, la moglie di Tom ci fa accomodare al nostro solito tavolo, vicino al palco col vecchio pianoforte a coda con cui Tom racconta le sue storie.
Sono poche le persone che ormai vengono ad ascoltarlo, sono sempre le stesse, le solite che amano sentire le storie della sua vita. Le storie della vita.
Ci sediamo e Susan ci porta il solito vino, rosso, delle vwineyard di Napa. Non è italiano ma va bene lo stesso. Ha corpo, colore, un profumo che scalda. Si stempera bene in bocca e lascie nel palato odori di amarena e frutti di bosco. E’ quello che ci dà coraggio nello svestire l’anima delle sue foglie quando parliamo.
Il palco è illuminato, due riflettori un po’ malconci fanno ancora il loro lavoro.
Le luci si abbassano e arriva Tom, sempre il solito, è già fradicio, la bottiglia di zio Jack nella sinistra, un bicchiere largo nella destra.
Ci saluta, un cenno solamente e si attacca al piano. La testa barcolla, ciondola, sembra che si voglia staccare da un corpo ormai conusmato.
Restiamo ad ascoltare, in silenzio, prendendo le piccole saggezze che escono dalla sua voce oramai esausta come riferimento per le nostre discussioni.
E’ bello parlare senza veli, mai scontati, mai noiosi. Un po’ come si fa quando all’inizio di una storia devi capire se dall’altra parte ci sia l’altra metà della mela. E’ bello sapere che non ci si aspetta niente l’uno dall’altra. E’ tutto un regalo, improvviso, che toglie il fiato. E’ bello pensare che lo fai solo per stare bene, per dare finalmente aria alle enormi stanze del ttuo cuore chiuse ormai da troppo tempo. E’ intressante immaginare, forse veramente dentro di noi, con l’allegria e la leggerezza della fantasia, cosa mai potrebbe venire fuori se…
E sono i se e i forse che ci rendono le cose più interessanti. Immaginare. Non costa niente e le persone con intelligenza sanno cosa farsene, dell’immaginazione.
Restiamo giusto per qualche canzone.
Ma poi decidiamo che la bottiglia che è già evaporata è un segno della nostra manifesta inferiorità nei confronti della materia… E Susan ne porta un’altra… E la fantasia, l’immaginazione, le nostre anime di toccano, si annodano…
Ecco, questo è ciò che mi è venuto in mente stamattina finchè arrivavo in ufficio.
Carino, no?
E non si dica che non sono originale…
Attendo news, darling.
Hannibal

23 October 2006 | Blogroll, e-mail | Comments

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