Enfant prodige si scopre
Non fare come il dottor HL del film, che svengo. Mi viene da ridere perchè è come se stessi scrivendo tutto io. Abbiamo un immaginario analogico costruito sugli stessi clichè.
Ho desiderato moltissimo un uomo identico ad HL- identico sia fisicamente che nel modo di conversare, assolutamente dominante – ma ero molto giovane e mi sono giocata l’opportunità.
E visto che tocca a me ti racconto questa: a vent’anni ero un enfant prodige in condizioni economiche ancora sufficientemente buone da far credere a tutti di poter diventare un personaggino importante.
Ero molto in evidenza all’Università.
Invincibile.
Non solo per una questione curriculare ma anche per le mirabolanti imprese di conquista dell’attenzione di vecchi professori ormai assediati da ogni tipo di allievi, aspiranti ricercatori, futuri assistenti e tutte le varie sottospecie di portaborse che gravitano intorno a docenti che, nella maggior parte dei casi, sono anche professionisti importanti.
In tutto il ciarpame umano circostante loro vedevano me.
E questa divertente alternanza di conferme e sorrisi è andata avanti senza troppi scossoni finchè, a un certo punto, io ho visto lui.
Il migliore.
Io riconosco solo un certo tipo di merito intellettuale che deriva da un approccio vorace alla materia. Un coinvolgimento assoluto. E lui, che chiameremo prudentemente Prof. Milascisenzafiato Y(devo aver toccato le sue mani non so quando. Mentre te ne parlo mi ricordo un contatto) era ed è il signore assoluto di una materia che non ti posso dire per non renderlo riconoscibile. Non ti descriverò i fatti ma le atmosfere: si creò una tensione così forte da essere più emozionante di una relazione tradizionale. Era tutto un complesso di componenti intellettuali, erotiche ma anche – non so come spiegarti- di giusta misura della distanza. Lui aveva molte cose – a livello cognitivo – che io desideravo fortemente possedere nel più breve tempo possibile e lui probabilmente aveva intravisto in me cose altrettanto interessanti. Una volta l’ho scoperto mentre sbirciava un mio libro – “Diario di un dolore” – da cui, tra l’altro, mi pare che abbiano tratto un film con lo stesso Hopkins come protagonista. A volte queste coincidenze mi stravolgono. Non è successo niente perchè avrei dovuto sedurlo io ma non l’ho fatto. Ero troppo piccola ma mi stramaledico lo stesso. In realtà poi ci sono state anche circostanze esterne che hanno determinato grandi anomalie nella mia vita, fatti anche gravi, e non c’è stato tempo nè modo di spiegargli nulla. Sono scomparsa da un momento all’altro. E sono addolorata per questo perchè lui sicuramente avrà frainteso e non ci sarà mai modo di recuperare. Sono passati molti anni, quasi metà della mia vita, ma, una parte di me riesce ancora a perdersi in quel buon profumo di tabacco da pipa, nel suo studio labirintico, di legno chiaro, pieno di tutti i libri che potessi desiderare e divani morbissimi di pelle nera e lui sempre così strepitosamente insinuante.
Ora guardo i film di Sir Anthony H per rivedere lui.
Mmmmm
Non mi fa bene quest’esercizio di memoria. Ora mi sentirò solissima e triste: devo concentrarmi su qualcosa di difficile. Devo riprendere a studiare tedesco. In realtà devo iniziare per l’ennesima volta a studiare tedesco. Sarà la trentaduesima volta. Oddio, dammi due secondi per uscire fuori dalle suggestioni dell’Incompiuta. Facciamo cinque minuti. Vado a farmi un caffè altrimenti mi viene mal di testa.
Eccomi. Non mi sento tanto meglio, ma andiamo avanti.
MMMMMMMMMMMMMMMMM.
Sai come sarà bello quando avremo 85 anni e saremo totalmente liberi da tutti questi pensierini sconci?
Non sono scandalizzata per la tua storia con Charlie. Sono dispiaciuta, perchè sento il tuo dolore. Non capisco perchè si sia comportata così. Poteva avere un senso se non vi foste sentiti per un anno. Dobbiamo approfondire. Tu sei innamorato di lei e gli ormoni ti saranno impazziti per lo sconforto: capita anche a me, nonostante gli ormoni diversi, meglio, la loro diversa distribuzione percentuale (almeno credo – sono ciuccissima in materia). Comunque, sono tutte circostanze positive. Se questa storia ti è servita a liberarti dal giogo dei 7.500 doveri del buon padre di famiglia e dai 12.432 must del bravo cattolicissimo marito irlandese, ben venga. Le regole non esistono. Prova ne sia che c’è gente come la sottoscritta, che, nonostante le pesantissime calze nere e la sediolina impagliata incorporata alle terga (poi parleremo anche di questo, ma su MSN, perchè ho bisogno del contraddittorio, fellone repubblicano immeritevole del più minimo moto del mio animo orgogliosamente californiano), vive felicemente senza quelle che tradizionalmente si intendono come tali.
In realtà io ne seguo altre che poi ti dirò.
Ma prima regoliamo i nostri conti su MSN. Te lo sistemo io questo immaginario sulle donne italiane meridionali. Se proprio non riuscissi a contenere la voglia pazza di farti insultare da me, sappi comunque che sarò fuori – non raggiungibile – fino a domenica sera.
E concentrati su nuovi modi per ricoprirmi di affetto, altrimenti perderai il combattimento.
Vorrei salutarti con una carezzina di conforto per tutto quello che ti è successo, ma non lo farò.
Va bene lo faccio, ma perchè mi sono fatta commuovere dalle altre cosine che hai scritto.
Non essere triste
Bisognerà trovare anche il tuo bandolo della matassa.
Ma la tua anima è così carina che non voglio vederla triste.
Sorridimi
Bene
Ora posso andare
Continua a sorridere
Rimani così
Respira però, mi raccomando
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